{"id":38293,"date":"2025-04-26T21:25:44","date_gmt":"2025-04-26T19:25:44","guid":{"rendered":"https:\/\/centrotice.it\/?p=38293"},"modified":"2025-04-26T21:38:18","modified_gmt":"2025-04-26T19:38:18","slug":"il-talento-nello-spazio-del-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centrotice.it\/en\/le-neurodivergenze\/il-talento-nello-spazio-del-noi\/","title":{"rendered":"Il talento nello spazio del &#8220;Noi&#8221;"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"38293\" class=\"elementor elementor-38293\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-fe34fab elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"fe34fab\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container 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neurodivergente racconta in questo blog come la psicologia e le scienze sociali abbiano cambiato il modo di considerare le persone neurodivergenti e fornir\u00e0 alcuni spunti importanti nella relazione con persone neurodiverse.\u00a0<\/p><p>If you have any questions you can write to <a href=\"mailto:francesca.cavallini@centrotice.it\">francesca.cavallini@centrotice.it<\/a><\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6b2c0dc elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6b2c0dc\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-95c5776\" data-id=\"95c5776\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-968012f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"968012f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>Racconto spesso questa storia, perch\u00e9 \u00e8 un po\u2019 l\u2019origine della mia idea di talento e della mia vita professionale.<\/p><p>Era il 1988. Vivevo in un piccolo villaggio della Val Tidone, in provincia di Piacenza. Mia madre lavorava come insegnante di sostegno in un istituto professionale che, per dirla tutta, si sarebbe potuto definire \u2014 senza troppi giri di parole \u2014 \u201cuna scuola superiore per ragazzi senza talento per lo studio\u201d. Una struttura allora moderna, grigia, con mattoni rossi a vista e cornicette geometriche intorno a porte e finestre.<\/p><p>L\u00ec finivano studenti ripetenti, spesso pi\u00f9 volte bocciati alle medie, i primi giovani con origini migratorie e poca dimestichezza con l\u2019italiano, ragazzi e ragazze con difficolt\u00e0 emotive e comportamentali. Era un miscuglio di apatia, impulsivit\u00e0, svogliatezza, disagio.<\/p><p>Avevo dieci anni allora e mi si poteva definire una bambina \u201ctalentuosa\u201d: andavo bene a scuola, leggevo molto, ero brava negli sport e sapevo parlare in pubblico. Non senza un po\u2019 di imbarazzo, ammetto che avevo anche una certa inclinazione naturale per la cura dei pi\u00f9 piccoli: adoravo stare con i bambini, e loro si divertivano con me. In famiglia tutti sognavano per me un futuro brillante, fatto di passioni, impegno e successi.<\/p><p>Quando mia madre non sapeva dove lasciarmi, mi portava con s\u00e9 all\u2019istituto. Io odiavo quel posto. Mi dava fastidio stare in mezzo a quegli adolescenti arrabbiati, svogliati, che sembravano non avere altri interessi se non chiacchierare, fumare, dire parolacce. Mia madre, invece, si dedicava con pazienza alle lezioni di recupero individuale con chi aveva pi\u00f9 difficolt\u00e0.<\/p><p>Le sue lezioni si svolgevano in un\u2019aula lunga e stretta, le pareti un tempo bianche ormai grigiastre, con l\u2019odore tipico dei luoghi troppo vissuti, tra sudore adolescenziale e un silenzio denso di vuoto. Le pareti erano segnate da strisce pi\u00f9 scure: residui di scotch che un tempo reggevano cartelloni. Pochi banchi, una cattedra, armadietti metallici.<\/p><p>Per rendere l\u2019ambiente meno freddo, mia madre aveva creato una sorta di angolo intimo: delimitato dalla cattedra spostata e dagli armadietti, al centro due sedie malconce, con parolacce incise e gomme da masticare appiccicate sotto. Era l\u00ec che si sedeva, aspettando che i ragazzi arrivassero, con il loro passo svogliato, la voce gracchiante, il corpo impregnato di odori.<\/p><p>A volte mi chiedeva di sedermi accanto a lei, di partecipare alle conversazioni. Ma io preferivo nascondermi. Mi rifugiavo nell\u2019armadietto alle sue spalle, uno di quelli grandi dove si appendono i giubbotti, rannicchiata con una pila in mano a leggere e, senza volerlo, ad ascoltare.<\/p><p>Mia madre iniziava sempre chiedendo:<br \/>\u201cDimmi, in cosa sei bravo?\u201d<\/p><p>Spesso la risposta era un muto \u201cnon lo so\u201d, o un vago \u201cboh\u201d, oppure \u201ca niente\u201d. E lei, senza forzare, aspettava. Restava l\u00ec, in silenzio. Quel tipo di silenzio che non giudica, non spinge, non pretende. Gli studenti, abituati a essere interrogati, valutati, puniti, rimanevano spiazzati da quell\u2019assenza di aspettative. Ed era proprio in quel vuoto che, pian piano, cominciavano a parlare. Prima timidamente, borbottando, poi trasformando quei suoni incerti in parole e racconti.<\/p><p>Per me, ascoltare quella parte dell\u2019incontro era una magia. In quelle voci titubanti, incerte, nascoste dietro balbettii, prendeva forma il talento che nessuno aveva mai chiesto loro di raccontare.<\/p><p>Alcuni dicevano di saper giocare a calcio, altri di saper tagliare i capelli o cucinare. Alcuni ci mettevano tempo, altri lo sapevano subito. In quel momento, sembravano cambiare: da adolescenti svogliati e rabbiosi diventavano, per un attimo, esseri umani appassionati.<\/p><p>Poi si tornava alle materie scolastiche, e quella luce si spegneva un po\u2019, fino all\u2019arrivo del prossimo ragazzo, della prossima storia.<\/p><p>Una volta entr\u00f2 un ragazzo, Sacha, credo si chiamasse cos\u00ec. Quindici anni circa, alto, qualche pelo biondo a spuntargli sul mento tra le efelidi. Era arrabbiato, appena finito l\u00ec dopo aver insultato un professore. Goffo, nervoso, infastidito.<\/p><p>Mia madre, con tono quasi distratto, gli chiese:<br \/>\u201cE tu? In cosa sei bravo?\u201d<\/p><p>Silenzio.<br \/>Un silenzio diverso dagli altri. Pi\u00f9 duro, pi\u00f9 ostile.<\/p><p>Dall\u2019armadietto, smisi di leggere. Quel silenzio aveva un suono tutto suo. E io pensai, con dispiacere:<br \/>\u201cForse lui davvero non \u00e8 bravo in nulla.\u201d<br \/>Mi faceva male pensarlo, speravo di sbagliarmi. Speravo che anche per lui arrivasse quel momento di orgoglio e sorriso, il momento della scoperta.<\/p><p>Il silenzio si fece lungo. Dieci minuti, forse di pi\u00f9. Io speravo che mia madre rompesse quell\u2019attesa, che gli desse una mano, gli suggerisse qualcosa. Ma niente. Lei restava l\u00ec, senza domande, senza pressioni.<\/p><p>Io, chiusa nell\u2019armadietto, sentivo crescere l\u2019impazienza, la voglia di uscire e gridare:<br \/>\u201cMa ci sar\u00e0 pure qualcosa, anche una cosa piccola, che sai fare bene!\u201d<\/p><p>Ripensandoci, mi vergogno un po\u2019 di quella me di dieci anni. Ero gi\u00e0 intrisa del pregiudizio che il talento si potesse trovare solo altrove, non in quella scuola. Pensavo che al massimo l\u00ec ci potesse essere qualcuno bravo nello sport. Ma mia madre no. Lei sapeva aspettare.<\/p><p>E quel silenzio, che avevo scambiato per sterile opposizione, si rivel\u00f2 invece uno spazio di fiducia.<\/p><p>Silenzio.<br \/>Silenzio.<br \/>Silenzio.<\/p><p>Poi, finalmente, un suono, una voce:<\/p><p>\u201cQuando non ho voglia di andare a scuola, vado a curare i canarini di mio nonno. Ne ha quindici. Ho imparato che se fanno certi versi hanno fame, se ne fanno altri hanno sete. Se canto io, loro mi rispondono\u2026 ho capito, pi\u00f9 o meno, la loro lingua.\u201d<\/p><p>Lo disse con una colata di imbarazzo, quasi ridendo di s\u00e9 stesso, temendo di aver detto una sciocchezza.<\/p><p>Rest\u00f2 l\u00ec, fermo, stupito dalle proprie parole. Per un attimo, lo vidi ammirarsi. Per un attimo, luminoso e denso, si era sentito capace.<\/p><p>Mia madre gli sorrise e disse semplicemente:<br \/>\u201cChe bello, Sacha. Grazie. Questo \u00e8 un talento che non avevo mai sentito raccontare.\u201d<\/p><p>Silenzio.<br \/>Silenzio.<br \/>E in quel silenzio, il profumo dolce e umile dell\u2019orgoglio.<\/p><p>La mattinata si chiuse con Sacha che, ancora un po\u2019 imbarazzato, raccontava dei canarini, di quanto si arrabbiava il nonno quando lui li faceva cantare tutti insieme.<\/p><p>Salita in macchina, sulla nostra Renault 4 rossa, chiesi a mia madre:<br \/>\u201cMa secondo te, Sacha ha davvero un talento?\u201d<\/p><p>E lei, serena, rispose:<br \/>\u201cChi lo sa\u2026 il talento da solo non basta.&#8221;<\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ff08d1e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ff08d1e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>Sono passati pi\u00f9 di trent\u2019anni da quella mattina con Sacha e mia mamma.<br \/>Io, da allora, sono cresciuta, ho smesso di nascondermi negli armadietti e ho passato molto tempo a studiare gli esseri umani e la loro mente. Ho analizzato il significato del talento, approfondito metodologie per supportare l\u2019apprendimento, cercato di comprendere come si possa davvero aiutare qualcuno a esprimere il proprio potenziale.<\/p><p>Ma Sacha non l\u2019ho mai dimenticato.<\/p><p>Ogni volta che racconto questa storia, quasi per gioco, digito su un motore di ricerca:<br \/>\u201ctraduttore di canarinese\u201d.<br \/>E puntualmente scopro che non esiste. Nessuno lo ha inventato. Nemmeno Sacha.<\/p><p>E allora mi chiedo:<br \/>\u201cCosa mancava a Sacha per esprimere davvero quel talento, per renderlo visibile, concreto, possibile?\u201d<\/p><p>La risposta, dopo tutti questi anni, mi appare pi\u00f9 chiara:<br \/>Mancavi tu.<br \/>Mancavo io.<br \/>Mancavamo noi.<\/p><p>Ecco la mia conclusione, il senso profondo che quella storia continua a insegnarmi ancora oggi:<br \/>Il talento non riguarda solo me, o solo te, e tanto meno solo la tecnologia o l\u2019intelligenza artificiale. Il talento esiste, si manifesta e si esprime solo dentro una dimensione di relazioni significative. \u00c8 qualcosa che succede tra le persone, nello spazio del noi.<\/p><p>Noi.<\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-72d2a01 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"72d2a01\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Francesca Cavallini<\/em><\/span><\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-f1e4703 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f1e4703\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-24e225e\" data-id=\"24e225e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1be2f79 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"1be2f79\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/centrotice.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/cavallini-1024x682.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-24307\" alt=\"cavallini\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/centrotice.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/cavallini-1024x682.png 1024w, https:\/\/centrotice.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/cavallini-600x400.png 600w, https:\/\/centrotice.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/cavallini-300x200.png 300w, https:\/\/centrotice.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/cavallini-768x512.png 768w, https:\/\/centrotice.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/cavallini.png 1400w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" title=\"\">\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-1a9d664\" data-id=\"1a9d664\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9e38c53 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9e38c53\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>Francesca Cavallini, psicologa, dottore di ricerca, fondatrice di Tice e donna neurodivergente racconta in questo blog come la psicologia e le scienze sociali abbiano cambiato il modo di considerare le persone neurodivergenti e fornir\u00e0 alcuni spunti importanti nella relazione con persone neurodiverse.\u00a0<\/p><p>If you have any questions you can write to <a href=\"mailto:francesca.cavallini@centrotice.it\">francesca.cavallini@centrotice.it<\/a><\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il talento emerge nelle relazioni. Non basta averlo, serve qualcuno che lo riconosca e lo aiuti a diventare possibilit\u00e0: serve il noi.<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":38295,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[189],"tags":[191,151,272],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38293"}],"collection":[{"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38293"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38300,"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38293\/revisions\/38300"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/centrotice.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}