Il consenso in psicologia non è solo una firma, ma un processo continuo che accompagna tutto l’intervento.
Il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani stabilisce che il consenso debba essere informato, cioè fondato su spiegazioni chiare e comprensibili riguardo obiettivi, strumenti utilizzati, modalità di lavoro, limiti, rischi e possibili esiti dell’intervento.
Nel lavoro con i minori, il consenso formale è espresso dai genitori o dai tutori legali, ma questo non esaurisce la responsabilità del professionista.
È necessario anche coinvolgere il bambino o l’adolescente, spiegando cosa accadrà con parole adeguate all’età, cercando e rispettando il suo assenso.

Il rispetto del consenso tutela l’autodeterminazione, rafforza la relazione clinica e rende l’intervento eticamente e clinicamente valido.

IL CONSENSO CON I MINORI

L’assenso non coincide con l’esecuzione né con la performance. Un bambino può “fare” ciò che gli viene richiesto senza essere davvero d’accordo, soprattutto se ha una storia di adulti che insistono, se ha imparato che dire no non serve o se non dispone di strumenti per chiedere pausa o stop. In questi casi l’obbedienza può mascherare disagio, ritiro o perdita di contatto, e ciò che osserviamo non è partecipazione reale, ma adattamento forzato.

Per noi l’assenso riguarda altre dimensioni: la sicurezza emotiva, la possibilità di restare in relazione, il sentire di avere scelta e il sapere che i propri segnali vengono letti e rispettati. Quando l’intervento produce risultati ma avviene a costo della dignità o della sicurezza del bambino, il lavoro perde il suo valore clinico.

L’efficacia non può essere separata dal rispetto della persona.


A Tice crediamo che un percorso funzioni davvero quando il bambino sente di capire cosa sta succedendo, di potersi fermare e di poter trovare un modo personale di partecipare. Questo è assenso. Per questo non lo consideriamo mai un dettaglio: perché il bambino non è un obiettivo da raggiungere, né una performance da misurare, ma una persona con cui costruire un percorso possibile e umano.

CONSENSO E ASSENSO - Centro Tice

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Principi etici e tutela della persona

A Tice conosciamo bene l’importanza del consenso informato, che non è solo un passaggio formale, ma una parte centrale della relazione clinica. Riguarda il modo in cui spieghiamo cosa facciamo, perché lo facciamo e quali scelte sono possibili. Comprendere il significato del consenso, e come declinarlo nel lavoro anche con i pazienti minorenni, è fondamentale per costruire interventi rispettosi, eticamente fondati e realmente utili per la persona.

  • Cos’è il consenso in psicologia

    Non è una firma, ma un processo continuo di informazione, comprensione e scelta consapevole.

  • Cosa significa “consenso informato”

    Secondo il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, la persona deve ricevere spiegazioni chiare su obiettivi, strumenti, limiti e possibili esiti dell’intervento.

  • Autodeterminazione e responsabilità professionale

    Il consenso tutela il diritto della persona a decidere se e come partecipare al percorso psicologico.

  • Il consenso nel lavoro con i minori

    È espresso dai genitori o tutori legali, ma non esaurisce l’attenzione clinica necessaria.

  • L’assenso del minore

    Coinvolgere il bambino in modo adeguato all’età rafforza la relazione e rende l’intervento eticamente e clinicamente valido.